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Fondamenti

Tomaia: cos'è, da quali parti è fatta e come si progetta

di Susanna Zampieri11 min di lettura
Tomaia: cos'è, da quali parti è fatta e come si progetta

Cerchi "tomaia" e trovi quasi sempre la stessa cosa: una definizione da dizionario, la scheda di un tomaificio o una pagina di scarpe da calcio. Tutte corrette, ma nessuna ti dice come nasce quel pezzo di scarpa, perché ha quella forma e che cosa succede quando cambi materiale.

Io la guardo dal tavolo del modellista, dove la tomaia non è un oggetto da descrivere ma un insieme di pezzi da disegnare, spianare, tagliare e far combaciare con una forma. Qui trovi la definizione, i nomi delle parti, i materiali e il percorso di progetto, fino al 3D.

Key Takeaways

  • La tomaia è tutta la parte della scarpa sopra il fondo: avvolge il piede e si monta sulla forma.
  • I pezzi principali sono mascherina, quartieri, gambetto, linguetta, puntale, contrafforte, collarino e fodera.
  • Il materiale cambia il modello: pelle, nabuk, tessuto e knit si tagliano, si assottigliano e si montano in modo diverso.
  • Si progetta partendo dalla forma: dalla camicia alle linee di stile, allo spianamento, fino allo sviluppo delle taglie.
  • Il tomaificio produce la tomaia cucita, il calzaturificio la monta sul fondo e finisce la scarpa.

Cos'è la tomaia?

La tomaia è la parte della scarpa che sta sopra il fondo e avvolge il piede: comprende tutti i pezzi di pelle, tessuto o altro materiale che, tagliati e cuciti insieme, vengono montati sulla forma. In pratica è la scarpa meno la suola, il tacco e il sottopiede.

Questa definizione contiene tre idee utili. La tomaia è un insieme di pezzi, non un pezzo solo. Si costruisce in piano, tagliando e cucendo. E prende la sua forma tridimensionale solo al montaggio, quando viene tirata su una forma. Per un quadro completo di tutto ciò che sta sopra e sotto, leggi le parti della scarpa.

Il termine compare anche nel nostro glossario calzaturiero, con le parole che incontrerai leggendo questa guida.

In inglese la stessa parte si chiama upper e in spagnolo corte. In italiano "tomaia" indica sempre tutto il sopra della scarpa, non solo la parte che copre il collo del piede.

Schema della tomaia sollevata sopra il fondo della scarpa, con forma


Quali sono le parti della tomaia?

Una tomaia da scarpa classica si compone di otto elementi principali: mascherina, quartieri, gambetto, linguetta, puntale, contrafforte, collarino e fodera. Alcuni si vedono dall'esterno, altri sono nascosti tra gli strati. I nomi variano da distretto a distretto, ma la funzione di ogni pezzo resta la stessa.

La tabella riassume i pezzi e il loro compito. Dove i nomi cambiano, ho indicato le varianti più comuni.

Parte Dove si trova A cosa serve
Mascherina (vamp) Davanti, sopra le dita e il collo del piede Copre l'avampiede, spesso è il pezzo più "disegnato"
Quartieri (quarters) Ai lati e dietro, fino al tallone Avvolgono il collo e il tallone, portano l'allacciatura
Gambetto Parte alta, intorno alla caviglia Alza il bordo e rifinisce il collo
Linguetta (tongue) Sotto l'allacciatura Protegge il collo del piede dai lacci
Puntale Tra tomaia e fodera, sulle dita Rinforzo rigido che tiene la punta
Contrafforte Tra tomaia e fodera, sul tallone Rinforzo che tiene il tallone e la forma nel tempo
Collarino / bordo Intorno all'apertura Rifinisce l'ingresso del piede
Fodera Interno della scarpa Comfort, traspirazione, tenuta dei rinforzi

Attenzione ai nomi: cambiano da distretto a distretto e da laboratorio a laboratorio. Quando leggi una scheda tecnica, verifica sempre il disegno prima di fidarti del solo termine.

Perché i pezzi nascosti contano più di quelli visibili?

Puntale e contrafforte non si vedono nella scarpa finita, ma decidono quanto la scarpa regge nel tempo. Senza contrafforte il tallone si schiaccia; senza puntale la punta perde forma dopo poche settimane. Nello studio, quando guardo una scarpa che invecchia male, quasi sempre il problema sta lì.

I rinforzi si inseriscono tra tomaia e fodera, spesso ammorbiditi con calore o con un adesivo che li fa aderire. Il loro spessore entra nel calcolo del modello, perché modifica il volume interno e il modo in cui la tomaia si adatta alla forma.


Quali sono i tipi di tomaia per modello?

La struttura della tomaia cambia con il modello: nella derby i quartieri sono cuciti sopra la mascherina (allacciatura aperta), nella francesina o oxford sotto (allacciatura chiusa), il mocassino non ha lacci, la sneaker usa pannelli e rinforzi, lo stivale aggiunge un gambale. Ogni schema impone pezzi e cuciture diversi.

Derby

Nella derby i quartieri poggiano sopra la mascherina, e l'allacciatura resta "aperta": i due lembi si possono divaricare. È un modello comodo, adatto a piedi con collo alto, e per il modellista è più tollerante nell'adattamento. Per questo funziona bene anche in versioni casual.

Francesina (oxford)

Nella francesina è la mascherina a stare sopra i quartieri, che si chiudono sotto: l'allacciatura è "chiusa" e il disegno risulta più pulito e formale. Richiede più precisione, perché la linea di taglio tra i pezzi è visibile e non perdona errori di tracciato.

Mocassino

Il mocassino non ha lacci. La tomaia è spesso composta da una mascherina con un pezzo di rinforzo (la sella o ponte) e da quartieri che avvolgono il piede con elasticità. Qui la tolleranza della pelle e il disegno del collo sono tutto: non c'è un'allacciatura che regoli il volume.

Sneaker

La tomaia della sneaker è fatta di più pannelli, spesso di materiali diversi, con rinforzi sul tallone e sulla punta, linguetta imbottita e collare. Il numero di pezzi è alto e il progetto si decide sulle linee di stile. Per il quadro generale delle parti, vedi anche le parti della scarpa.

Stivale

Lo stivale aggiunge un gambale alla tomaia, con una chiusura che può essere zip, elastico (chelsea) o allacciatura lunga. Il gambale va progettato anche in funzione di polpaccio e caviglia, quindi gli sviluppi taglia non seguono la sola lunghezza del piede.

Cinque tomaie a confronto: derby, francesina, mocassino, sneaker e stivale


Con quali materiali si fa la tomaia e come cambiano il modello?

La tomaia si fa in pelle (pieno fiore, scamosciata, nabuk), in tessuti tecnici, in knit e in materiali sintetici, e ogni materiale impone al modellista spessori, tolleranze e metodi di montaggio diversi. La scelta del materiale è una decisione di progetto, non una finitura da aggiungere dopo.

Pelle pieno fiore

La pelle pieno fiore conserva lo strato superiore originale della pelle, senza smerigliatura. È resistente, invecchia bene e si adatta alla forma al montaggio. Ha però difetti naturali e rese diverse da pelle a pelle, quindi il modellista deve disporre i pezzi sulla pelle tenendo conto di zone più o meno nobili.

Scamosciato e nabuk

Lo scamosciato si ricava dal lato interno della pelle (carne), mentre il nabuk dal lato fiore, leggermente smerigliato. Entrambi hanno una superficie vellutata e un'ottima resa estetica, ma temono acqua e macchie. In taglio si deve rispettare il verso del pelo, altrimenti il colore cambia da un pezzo all'altro.

Tessuti tecnici e knit

Mesh e tessuti tecnici sono leggeri e traspiranti, ma hanno meno struttura e hanno bisogno di rinforzi applicati. Il knit, lavorato spesso in un pezzo unico a forma, riduce il numero di pezzi e di cuciture: cambia quindi tutto il processo, perché la forma si ottiene dalla maglia stessa e non dal taglio di più pannelli.

Sintetici

I materiali sintetici hanno spessore e comportamento più uniformi. Questo semplifica il taglio e riduce gli scarti, ma richiede attenzione al montaggio, perché non si "assestano" sulla forma come fa la pelle. Per un approfondimento sui materiali nel 3D, vedi materiali e texture PBR.


Come si progetta una tomaia?

Una tomaia si progetta partendo dalla forma, non dal disegno: si traccia la camicia sulla forma, si definiscono le linee di stile, si spiana la superficie in pezzi piani, si sviluppano le taglie e si verifica il risultato con un prototipo. Ogni fase corregge la precedente, e un errore a monte si paga a valle.

Dalla forma alla camicia

La forma è il volume su cui la scarpa si costruisce, e tutto parte da lì. La camicia è la superficie che copre la forma, il "guscio" da cui si ricavano i pezzi. Quando costruisco il modello, la prima verifica è sempre se la camicia segue bene la forma, perché da una camicia sbagliata nessuna linea di stile si salva.

Chi vuole partire dalla base può leggere come si modella una forma in 3D.

Linee di stile

Sulla camicia si disegnano le linee di stile: sono i tagli che dividono la tomaia nei suoi pezzi. Determinano l'aspetto della scarpa, ma anche la quantità di cuciture e la facilità di montaggio. Una linea bella ma impossibile da cucire è un errore che il modellista deve intercettare presto.

Spianamento

Lo spianamento trasforma ogni pezzo curvo della camicia in una forma piana da tagliare. Una superficie 3D non si stende senza deformarsi, quindi si compensa con tagli e tolleranze scelte dal modellista. Il passaggio è delicato, e nel nostro approfondimento sullo spianamento dal 2D al 3D trovi il metodo passo per passo.

Sviluppo delle taglie

Le taglie non si ottengono ingrandendo il modello in modo lineare. Lo sviluppo (o graduazione) varia lunghezze, larghezze e altezze con regole diverse, perché un piede più lungo non è semplicemente un piede più grande. Ogni taglia ha poi bisogno di una forma propria.

Se vuoi capire chi esegue questi passaggi, trovi il ruolo descritto in modellista calzature.


Come si monta la tomaia sulla forma?

Il montaggio è il passaggio in cui la tomaia, cucita in piano, viene tirata sulla forma e fissata al sottopiede: da questo momento il pezzo piatto diventa una scarpa tridimensionale. Se il modello è corretto la tomaia aderisce senza pieghe, altrimenti i difetti emergono subito.

Dopo la premonta, in cui si applicano puntale e contrafforte, il montaggio comprende la tiratura della tomaia sulla forma e il fissaggio dei bordi sotto il piede. Il metodo cambia con il tipo di costruzione: incollata, cucita Blake, guardolo e così via. Questi dettagli dipendono dal fondo scelto e vanno decisi insieme alla tomaia.

Secondo la mia esperienza il problema più frequente non sta nel montaggio in sé ma nel modello a monte: se uno spianamento è impreciso, il montatore compensa con la forza, e la scarpa invecchia male.


Tomaificio o calzaturificio: chi fa cosa?

Il tomaificio produce la tomaia: taglia i pezzi, li cuce e li consegna già assemblati. Il calzaturificio compra o produce le tomaie, le monta sulla forma, applica il fondo e finisce la scarpa. Nei distretti calzaturieri italiani questa divisione del lavoro è tradizionale e molto diffusa.

Il tomaificio lavora su modelli e tracciati forniti dal committente, oppure ne sviluppa di propri. Il calzaturificio, invece, controlla il prodotto finito. In pratica molti marchi progettano la scarpa, affidano la tomaia a un tomaificio e curano il montaggio altrove. Per questo il modellista deve consegnare file e tracciati chiari: chi cuce non vede la forma.

Se lavori in questo settore è utile capire come cambia il ruolo del modellista tra le due realtà, e per questo ti rimando alla guida sul modellista calzature.


Come si crea la tomaia in 3D con Icad Universe?

In 3D la tomaia si disegna direttamente sulla forma virtuale: si traccia la camicia, si definiscono le linee di stile, si spiana ogni pezzo e si controlla il risultato prima di tagliare il primo campione. Il vantaggio è vedere subito l'effetto di ogni scelta sul volume della scarpa.

Io lavoro con Icad Universe, il CAD calzaturiero sviluppato da iCad con INESCOP (il centro tecnologico calzaturiero di Elche, in Spagna: INESCOP). Il flusso ricalca quello tradizionale, ma gli errori di forma emergono prima, quando correggerli costa poco.

Il passaggio operativo, con i comandi e l'ordine dei passi, lo trovi nel tutorial creare una tomaia con Icad Universe, che qui non ripeto. Se vuoi una panoramica del software, c'è la guida completa a Icad Universe.


Domande frequenti

Che cos'è la tomaia di una scarpa?

La tomaia è la parte della scarpa sopra il fondo, quella che avvolge il piede. È formata da più pezzi di pelle, tessuto o altri materiali, cuciti insieme e poi montati sulla forma. Esclude suola, tacco e sottopiede.

Da quali parti è fatta la tomaia?

Le parti principali sono mascherina, quartieri, gambetto, linguetta, puntale, contrafforte, collarino e fodera. Puntale e contrafforte sono rinforzi interni e non si vedono nella scarpa finita. I nomi possono cambiare da un distretto all'altro.

Qual è la differenza tra tomaia e suola?

La tomaia sta sopra e avvolge il piede, la suola sta sotto e tocca il terreno. Tra le due ci sono sottopiede e altri elementi del fondo. Si producono spesso in luoghi diversi e si uniscono al montaggio.

Con quali materiali si fa la tomaia?

I materiali più comuni sono pelle (pieno fiore, scamosciata, nabuk), tessuti tecnici, knit e sintetici. Ogni materiale ha spessore e comportamento diversi, quindi influisce su modello, rinforzi e montaggio. La scelta va fatta all'inizio del progetto.

Che differenza c'è tra tomaificio e calzaturificio?

Il tomaificio taglia e cuce la tomaia. Il calzaturificio la monta sulla forma, applica il fondo e finisce la scarpa. Molti marchi si appoggiano a entrambi, separando la produzione della tomaia da quella del prodotto finito.


Dalla tomaia al progetto

Capire la tomaia significa capire come una scarpa passa dal disegno al prodotto: pezzi, materiali, forma, spianamento e montaggio sono una catena unica, e ogni anello dipende dal precedente. Quando la conosci bene, leggi una scarpa in modo diverso, e inizi a vedere dove il modello è riuscito e dove no.

Se vuoi imparare a progettare tomaie in 3D, dalla forma allo spianamento fino al prototipo, nel corso di footwear design 3D trovi il percorso completo.

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